Aggiornato il 6 Gennaio 2026 da Elisa Branda
Dopo oltre un secolo di storia, Beiersdorf apre un nuovo capitolo per uno dei simboli più riconoscibili della cosmetica mondiale: la NIVEA Creme. A gennaio 2026 arriva infatti sul mercato tedesco NIVEA Creme Natural Touch, la prima variante ufficiale della leggendaria crema nella scatola blu. Una novità che segna un punto di svolta importante, perché riesce a coniugare tradizione, innovazione e responsabilità ambientale, senza rinunciare al comfort e alla sensorialità che hanno reso questo prodotto un’icona generazionale.
La classica NIVEA Creme resta saldamente in assortimento, ma con Natural Touch il brand risponde a un’esigenza sempre più sentita: quella di una skincare più consapevole, naturale e sostenibile, capace però di mantenere intatto il legame emotivo con un prodotto che fa parte della memoria collettiva di milioni di persone.

Una formula vegana e naturale, senza rinunciare al “feel” originale
Il cuore della novità è la formula. NIVEA Creme Natural Touch è vegana e composta per il 99% da ingredienti di origine naturale, inclusa l’acqua. Un risultato tutt’altro che scontato, soprattutto se si considera l’obiettivo dichiarato del brand: ricreare la stessa esperienza sensoriale della crema originale, fatta di morbidezza, protezione e comfort immediato sulla pelle.
All’interno troviamo oli di origine naturale al 100%, tra cui olio di girasole, di colza e burro di karité, selezionati per garantire nutrimento, elasticità e una texture avvolgente. Una scelta che dimostra come la naturalità, oggi, non debba più essere sinonimo di compromesso sulle prestazioni.
Sei anni di ricerca e migliaia di test: la crema pensata con i consumatori
Dietro NIVEA Creme Natural Touch c’è un lavoro di sviluppo imponente: sei anni di ricerca, 2.100 prototipi e oltre 10.000 consumatori coinvolti nei test. L’obiettivo non era semplicemente creare una “versione green”, ma costruire una formula che fosse all’altezza delle aspettative emotive e sensoriali legate a un prodotto così iconico.
Come spiegato dal team di ricerca NIVEA, la vera sfida è stata trovare l’equilibrio perfetto tra sostenibilità e performance, mantenendo quella sensazione di pelle protetta e coccolata che ha reso la crema blu un classico intramontabile.

Perché non mi sorprende che la ricerca abbia richiesto così tanto tempo
Non mi stupisce affatto che lo sviluppo di NIVEA Creme Natural Touch abbia richiesto anni di ricerca. Chi ama davvero il mondo della cosmetica lo sa bene: realizzare una crema naturale non è difficile, ma realizzarne una che sia anche piacevole da usare, sensorialmente appagante e con un profumo davvero gradevole è tutta un’altra storia.
Nel tempo ho provato moltissime creme naturali ed eco-bio, in particolare di brand italiani, spesso ottimi dal punto di vista etico e formulativo. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, mi sono trovata davanti a prodotti che, pur essendo “giusti” sulla carta, non riuscivano a regalarmi quell’esperienza sensoriale completa che per me è parte fondamentale della skincare. Texture troppo asciutte o troppo cerose, assorbimento poco armonioso, profumazioni deboli, poco curate o addirittura sgradevoli: elementi che, alla lunga, tolgono piacere al gesto quotidiano della cura della pelle.
Per me un cosmetico non deve solo “funzionare”, ma deve anche far venire voglia di usarlo ogni giorno. Il profumo, la sensazione sulla pelle, la scorrevolezza della texture sono aspetti tutt’altro che secondari: sono ciò che trasforma una crema in un rituale. Ed è proprio qui che molte formulazioni naturali, almeno finora, non sono riuscite a convincermi del tutto.
Ecco perché trovo credibile – e anzi rassicurante – sapere che dietro questa nuova versione della crema NIVEA ci siano anni di test, migliaia di prototipi e un lavoro enorme sull’equilibrio tra naturalità e sensorialità. Riprodurre quel “feel” iconico, familiare e avvolgente della crema blu, utilizzando ingredienti di origine naturale e una formula vegana, è una sfida tecnica complessa, che richiede tempo, competenza e investimenti reali in ricerca.
Se Natural Touch riuscirà davvero a mantenere quella piacevolezza d’uso che spesso manca nei cosmetici naturali, potrebbe rappresentare un punto di svolta importante: non solo per NIVEA, ma per tutto il concetto di skincare consapevole. Una dimostrazione concreta che naturale e sensoriale possono finalmente convivere, senza che uno debba sacrificare l’altro.

Performance e sostenibilità: un progetto coerente con la strategia Climate Care
NIVEA Creme Natural Touch non è un’operazione isolata, ma si inserisce nella più ampia strategia di sostenibilità di Beiersdorf, parte integrante della visione Win with Care e dell’ambizione Net-Zero entro il 2045.
Dal punto di vista ambientale, i numeri parlano chiaro:
- Formula biodegradabile al 99,9%, secondo linee guida OECD
- Scatola in alluminio riciclato al 95%, mantenendo il design iconico
- Riduzione concreta dell’impronta ambientale lungo tutto il ciclo di vita del prodotto
In un mercato in cui la sostenibilità è spesso comunicata più che praticata, questo progetto rappresenta un passo tangibile verso una bellezza più responsabile, senza perdere identità.
Quando i numeri confermano l’intuizione: performance, sostenibilità e identità del brand
Leggendo nel dettaglio il comunicato ufficiale di Beiersdorf, diventa ancora più chiaro perché lo sviluppo di NIVEA Creme Natural Touch abbia richiesto così tanto tempo. Non parliamo di una semplice riformulazione “green”, ma della prima estensione di linea nella storia della crema NIVEA nella scatola blu, un prodotto che da oltre 100 anni rappresenta un vero e proprio pilastro della skincare mondiale.
Basta un dato per capire la portata della responsabilità: nel solo 2024 sono state vendute quattro confezioni di NIVEA Creme al secondo nel mondo. Numeri di questo livello spiegano perfettamente perché ogni scelta formulativa debba essere ponderata con estrema attenzione. Toccare un’icona del genere significa intervenire non solo su una formula, ma su un legame emotivo fortissimo che milioni di persone hanno costruito nel tempo con questo prodotto.
Trovo particolarmente significativo che Beiersdorf abbia scelto di mettere i consumatori davvero al centro del processo: sei anni di ricerca, 2.100 prototipi e oltre 10.000 persone coinvolte nei test. Un approccio che conferma quanto sia complesso trovare il giusto equilibrio tra ingredienti di origine naturale (99%), formula vegana, alte prestazioni cosmetiche e, soprattutto, una sensorialità all’altezza dell’originale.
È proprio questo il punto che, da appassionata di skincare, sento più vicino: la difficoltà di coniugare naturalità e piacere d’uso. Sapere che l’obiettivo dichiarato del team NIVEA fosse preservare il “familiar sensory experience” rende credibile l’intero progetto. Non si tratta solo di ridurre l’impatto ambientale — cosa che comunque avviene in modo concreto, con una formula biodegradabile al 99,9% e una confezione in alluminio riciclato al 95% — ma di farlo senza snaturare l’identità del prodotto.
In questo senso, NIVEA Creme Natural Touch diventa anche un esempio interessante di come un grande brand storico possa muoversi all’interno di una strategia di lungo periodo, come la Climate Care Strategy e l’obiettivo Net Zero entro il 2045, senza cadere nel greenwashing o nelle scorciatoie comunicative. Qui la sostenibilità non è un’etichetta, ma un percorso strutturato, coerente con la filosofia Win with Care e con il purpose aziendale “Care Beyond Skin”.
Alla luce di tutto questo, l’attesa, la lentezza e la meticolosità del processo non solo risultano comprensibili, ma quasi necessarie. Quando si lavora su un prodotto che è parte della storia della cosmetica — e della quotidianità di intere generazioni — il tempo diventa un alleato, non un limite.
Tradizione e futuro: perché Natural Touch è una novità significativa
Dal suo debutto oltre 100 anni fa, la NIVEA Creme è diventata un simbolo globale di cura e affidabilità. Solo nel 2024, Beiersdorf ha venduto quattro scatole di NIVEA Creme al secondo nel mondo. Numeri che spiegano quanto sia delicato – e strategico – introdurre una variante.
Natural Touch non sostituisce l’originale, ma lo affianca, parlando a una nuova generazione di consumatori che desidera prodotti più naturali, vegani e sostenibili, senza rinunciare alla qualità che conosce e ama. È un esempio riuscito di come tradizione e innovazione possano convivere, rafforzandosi a vicenda.

Quando arriva e dove
Il lancio ufficiale è previsto per gennaio 2026 in Germania, proprio nel Paese in cui la storia della NIVEA Creme è iniziata. Un debutto simbolico, che sottolinea il legame profondo tra heritage e futuro.
Resta ora da capire quando e come NIVEA Creme Natural Touch verrà introdotta anche in altri mercati europei, Italia compresa. Una cosa è certa: questa nuova variante segna un passaggio importante nell’evoluzione di uno dei prodotti più amati della skincare mondiale.
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Ottima notizia non vedo l’ora di provarla! Concordo sulle creme naturali o ecobio, ne ho provate diverse di piccoli brand italiani ma non solo ma hanno quasi tutte una texture impossibile, tanta scia bianca, poca sensorialità se non nulla. I profumi sono inesistenti e quando ci sono sono a dir poco pessimi. Non basta mettere ingredienti bio (che poi ormai cosa c’è diveramente bio visto che tutto respira la stessa aria?) per fare una crema che sia buona anzi. Appena la trovo la prenderò grazie!
Ciao Luna! Concordo con tutto quello che hai detto…quante ne ho provate creme che vengono chiamate “bio”…l’intenzione è quella di usare ingredienti migliori ma al giorno d’oggi ormai è più o meno tutto simile e a volte quello che fa la differenza è solo una certificazione (che si paga)…brutto da dire ma è così. Ad ogni modo la bontà della crema non dipende dai ingredienti bio o meno, dipende dalla formula, piacevolezza, efficacia, texture… La Nivea esiste da generazioni, un motivo ci sarà!